La Commissione europea ha presentato martedì (20 gennaio) la nuova Strategia Antirazzismo 2026-2030, una roadmap ambiziosa volta a rafforzare la lotta contro il razzismo e tutte le forme di discriminazione etnica e religiosa nell’Unione europea.
L’iniziativa si inserisce in un contesto di crescenti sfide per la democrazia e la coesione sociale, segnato da una diffusa percezione dell’aumento della discriminazione razziale e dalla proliferazione dei discorsi d’odio e dei crimini online.
La Strategia si basa sul precedente Piano d’azione europeo contro il razzismo che, tra 2020 e 2025, ha posto le basi per integrare i principi antirazzisti in numerose politiche europee, dall’istruzione al lavoro, dalla sanità all’accesso agli alloggi. Tuttavia, i dati più recenti mostrano come il problema resti tutt’altro che marginale: quasi due cittadini europei su tre ritengono che la discriminazione razziale sia un fenomeno diffuso nei rispettivi Paesi.
Per garantire che ogni persona possa vivere libera dalle barriere create dal razzismo – inteso come ideologia di superiorità fondata su razza, etnia, lingua, religione o nazionalità – e promuovere un’Europa realmente inclusiva e rispettosa dei diritti umani, la Strategia interviene su più livelli.
La Commissione riprende e coordina le linee guida già esistenti contro l’antisemitismo, l’islamofobia e la discriminazione delle persone rom, promuove l’istituzione di giornate commemorative dedicate ai gruppi colpiti dal razzismo, sostiene economicamente progetti sociali orientati a coesione, uguaglianza e inclusione e annuncia nuove iniziative legislative in chiave antidiscriminatoria.
Tra le azioni principali figurano la piena attuazione della Direttiva sull’uguaglianza razziale del 2000, il rafforzamento del quadro normativo contro i discorsi d’odio e i crimini d’odio e il sostegno agli organismi nazionali per l’uguaglianza, affinché possano esercitare pienamente il loro mandato. Particolare attenzione è riservata anche ai rischi legati all’uso di strumenti digitali e sistemi di intelligenza artificiale, che possono amplificare o automatizzare forme di discriminazione algoritmica.
Accanto a queste misure, la Commissione lancerà una campagna europea sull’uguaglianza per sensibilizzare i cittadini e promuovere una partecipazione realmente inclusiva. L’iniziativa si concentrerà su settori chiave come istruzione, lavoro, sanità e abitazioni, con l’obiettivo di rimuovere ostacoli strutturali e pregiudizi consolidati: dal supporto agli Stati membri nella revisione delle pratiche sanitarie per eliminare bias, all’ampliamento dell’accesso alle opportunità lavorative, fino alla realizzazione di studi sui rischi e sulle possibili soluzioni in materia di alloggio per i gruppi più vulnerabili.
La Strategia si colloca inoltre in un ecosistema digitale sempre più centrale. In questo quadro, la Commissione europea ha recentemente integrato nel perimetro del Digital Services Act (DSA) il Code of Conduct plus contro i discorsi d’odio illegali online. Sottoscritto dalle principali piattaforme digitali, tra cui Meta e X, il Codice rafforza i meccanismi di gestione dei contenuti illegali e facilita l’adeguamento agli obblighi previsti dal DSA.
L’adesione al Codice è considerata una misura di mitigazione del rischio per le Very Large Online Platforms (VLOPs) e i Very Large Online Search Engines (VLOSEs). Le piattaforme firmatarie sono chiamate a fornire dati più dettagliati sui contenuti d’odio, sull’impatto dei sistemi di raccomandazione e a produrre statistiche a livello nazionale, suddivise per categorie come razza, etnia, religione, identità di genere o orientamento sessuale. La Commissione e il Board europeo per i servizi digitali ne monitoreranno l’applicazione e l’efficacia, aggiornando periodicamente il Codice sulla base dei risultati ottenuti.
Secondo la Commissione, la combinazione tra politiche antirazzismo “classiche” e strumenti di regolazione dello spazio digitale è ormai indispensabile per garantire che il principio di uguaglianza trovi un’applicazione concreta. Roxana Mînzatu, vicepresidente esecutiva per i Diritti sociali e le Competenze, ha sottolineato come oggi molti diritti faticosamente conquistati siano sotto pressione: “Le società aperte e inclusive sono sotto attacco, dall’interno e dall’esterno dell’Europa. Non è il momento di sussurrare i nostri valori, ma di agire su di essi”.
Sulla stessa linea la commissaria europea per la Parità, Hadja Lahbib: “Il razzismo chiude porte. La nostra strategia serve ad aprirle, scegliendo la leadership al posto del silenzio. Difenderemo la diversità e l’inclusione e costruiremo un’Unione in cui tutti abbiano una possibilità equa di raggiungere il proprio pieno potenziale”.
Già al momento della sua candidatura, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen aveva previsto il ruolo di Lahbib per sviluppare una nuova Strategia Antirazzismo, capace di proporre azioni concrete contro discriminazione, discorsi d’odio e crimini d’odio.
La Strategia sarà sostenuta da un aumento di fondi nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), destinati a rafforzare le organizzazioni della società civile impegnate nella lotta al razzismo, nell’ambito del programma Democrazia, Cittadini, Uguaglianza, Diritti e Valori (CERV).

